Dal laboratorio tradizionale al CAD/CAM: 40 anni di evoluzione dell'odontotecnica | Intervista a INIZIATIVA ODONTOTECNICA
Come sono cambiati professione e strumenti odontotecnici nell'era digitale?
Dalla modellazione in cera alla progettazione CAD/CAM: l’evoluzione dell’odontotecnica degli ultimi quarant’anni ha cambiato tecnologie, materiali e processi produttivi, e con essi anche il ruolo dell’odontotecnico.
Ma una domanda resta aperta: quanto può diventare digitale un laboratorio senza perdere quella componente di esperienza, sensibilità e personalizzazione che determina la qualità finale di una protesi?
Ne abbiamo parlato in un nuovo episodio di Fresissima Talk con Marco Castagno e Maurizio Ganassin, titolari di INIZIATIVA ODONTOTECNICA, laboratorio piemontese con oltre quarant’anni di esperienza e una collaborazione con Fresissima che risale agli anni in cui l’odontotecnica italiana viveva una delle sue fasi di maggiore sviluppo.
Il risultato è una conversazione che attraversa passato, presente e futuro della professione: dalla ceramica al CAD/CAM, dalla zirconia alla rifinitura manuale, fino al ruolo delle frese e del feedback degli odontotecnici nello sviluppo di nuovi strumenti.
Cos'è cambiato con la digitalizzazione del laboratorio odontotecnico, in breve?
Il digitale ha trasformato radicalmente il laboratorio odontotecnico, automatizzando progettazione e produzione attraverso CAD/CAM, scanner intraorali, stampa 3D e fresatrici. Ma secondo Marco Castagno e Maurizio Ganassin di INIZIATIVA ODONTOTECNICA, qualità estetica e funzionale continuano a dipendere dall’esperienza del tecnico, dalla conoscenza dei materiali e dalla capacità di rifinire e personalizzare ogni manufatto con gli strumenti corretti.
In questo articolo.
- Come è cambiato la realtà di INIZIATIVA ODONTOTECNICA in 40 anni?
- Come funziona il workflow CAD/CAM in un laboratorio odontotecnico?
- Il CAD/CAM sostituisce completamente il lavoro manuale dell’odontotecnico?
- Perché la ceramica stratificata resta centrale in odontotecnica?
- In che senso la rifinitura diventa l’elemento distintivo del livello di un laboratorio digitalizzato?
- Quali strumenti e frese si usano oggi in odontotecnica?
- Come si lavora con la zirconia in un laboratorio odontotecnico?
- Che tipo di frese servono per lavorare la zirconia?
- Cosa determina davvero la qualità di una protesi odontotecnica?
- Come nasce l’innovazione nelle frese odontotecniche?
- Perché il rapporto tra odontotecnico e produttore è ancora significativo?
- Perché le frese in carburo di tungsteno monoblocco fanno la differenza?
- Il digitale ha sostituito l’artigianalità odontotecnica?
Chi sono Marco Castagno e Maurizio Ganassin?
Odontotecnici, titolari di Iniziativa Odontotecnica
Marco Castagno e Maurizio Ganassin fondano INIZIATIVA ODONTOTECNICA con una vocazione precisa: seguire l’evoluzione tecnologica dell’odontotecnica. Il laboratorio, piemontese, ha oggi oltre quarant’anni di esperienza ed è legato a Fresissima da una collaborazione professionale che risale agli stessi anni, nata come confronto costante tra chi progetta gli strumenti e chi li utilizza quotidianamente sui materiali.
Il percorso del Dott. Sidoti gli permette di osservare l’odontoiatria da una prospettiva particolare: quella di chi ha lavorato prima in laboratorio, acquisendo esperienza nella lavorazione dei materiali, e ha successivamente trasferito questa competenza nella pratica clinica odontoiatrica.
Dove guardare l'intervista completa a Iniziativa Odontotecnica?
Fresissima Talk - Ep 3 | Lab. Iniziativa Odontotecnica
Dalla modellazione in cera alla progettazione CAD/CAM, dalla ceramica stratificata alla lavorazione della zirconia, fino alle frese nate dal confronto diretto tra laboratorio e produttore.
L’intervista ripercorre quarant’anni di trasformazione del laboratorio odontotecnico, arrivando a una conclusione centrale: più un processo diventa digitale, più cresce il valore di chi sa interpretarlo, rifinirlo e personalizzarlo.
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L’intervista affronta le trasformazioni che stanno modificando strumenti, competenze e organizzazione del lavoro odontoiatrico, arrivando ad una conclusione centrale: il futuro non richiederà necessariamente un singolo professionista capace di fare tutto.
Come è cambiato il laboratorio odontotecnico dall’introduzione dei sitemi CAD/CAM?
Nel laboratorio odontotecnico tradizionale, il workflow partiva dalla modellazione in cera e dalla fusione a cera persa, una tecnica di colata che riproduce in metallo una forma modellata a mano: il risultato dipendeva quasi interamente dalla manualità del tecnico.
Quarant’anni fa il punto di partenza era completamente diverso. Da allora il gergo del del laboratorio odontotecnico è cambiato radicalmente: CAD/CAM, scansione intraorale, stampa 3D e zirconia sono oggi termini quotidiani.
Con il CAD/CAM (Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing, la progettazione e produzione assistite da computer) il processo si inverte: la protesi nasce sullo schermo, non sul banco.
Oggi, il flusso di lavoro tipico in INIZIATIVA ODONTOTECNICA, come potrebbe essere in qualunque altro laboratorio odontotecnico d’avanguardia, segue quattro fasi:
- Lo studio dentistico invia il file da scansione intraorale (l’acquisizione digitale dell’arcata, senza impronte fisiche).
- Il laboratorio elabora il file con software CAD dedicati.
- Il manufatto viene prodotto tramite stampa 3D o fresatura.
- Il pezzo torna al banco per le fasi che richiedono ancora intervento manuale.
Il laboratorio applica questo workflow a protesi fissa, protesi scheletrata e protesi implantare.
Uno studio sistematico pubblicato su PMC (2026) su Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing (per protesi fisse), conferma che il passaggio a workflow digitali offre il potenziale per una maggiore accuratezza, una riduzione dell’errore umano e passaggi clinici più snelli, favorendone l’adozione crescente nella pratica quotidiana
(fonte: PMC/NCBI, “The Impact of Digital Workflows on the Design of Fixed Prostheses”, 2026 — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13484643/).
Il CAD/CAM sostituisce completamente il lavoro manuale dell'odontotecnico?
No. Secondo Castagno e Ganassin, in alcune lavorazioni il processo è ormai per circa l’80% gestito dal software e per il restante 20% affidato alla personalizzazione manuale. È proprio in quel 20% che si concentra gran parte del valore professionale: una protesi deve integrarsi nell’anatomia specifica del paziente, non solo avere la forma di un dente.
Perché la ceramica stratificata resta centrale in odontotecnica?
Con l’introduzione delle tecnologie CAD/CAM, la ceramica stratificata non è stata superata, ma si è evoluta, integrandosi con esse.
Prima del digitale, una delle massime espressioni dell’odontotecnica era la ceramica stratificata: la tecnica che riproduce le caratteristiche ottiche e cromatiche del dente naturale sovrapponendo strati di materiale ceramico diversi per colore e traslucenza.
Con l’introduzione delle tecnologie CAD/CAM, la ceramica stratificata non è stata superata, ma si è evoluta, integrandosi con esse, in una tecnica chiamata cut-back, o stratificazione su struttura. Le ultime tecnologie garantiscono la precisione millimetrica della struttura interna, mentre l’odontotecnico esegue la stratificazione manuale per ottenere un’estetica naturale insuperabile. Superfici, inclinazioni e tessiture modificano il modo in cui la luce viene riflessa dal dente, influenzandone la percezione estetica.
Come si integra la stratificazione della ceramica con i processi CAD/CAM in odontotecnica?
Nelle zone estetiche (come i denti anteriori), i materiali fresati in approccio monolitico possono risultare cromaticamente piatti. Per questo, i laboratori più attenti ed avanzati come Iniziativa Odontotecnica, integrano i due metodi attraverso questi passaggi:
- Progettazione ed esecuzione del Cut-back: Al computer (CAD), l’odontotecnico progetta la corona a volume ridotto nelle aree in cui serve più estetica (ad esempio sul bordo incisale o sulla superficie visibile). La struttura ridotta viene quindi fresata in zirconia o disilicato di litio.
- Stratificazione manuale: Sulla struttura fresata e sintetizzata, l’odontotecnico applica a mano, con il pennello, diversi strati di ceramica in polvere (masse per dentina, smalto, traslucidi ed effetti opalescenti).
- Cottura in forno: La corona viene cotta in un forno da ceramica per fondere le masse stratificate alla struttura sottostante.
- Finitura e self-glaze: Si esegue la texture superficiale a mano e la lucidatura finale per imitare perfettamente i denti naturali adiacenti.
Quali sono i principali vantaggi dell'integrazione tra CAD/CAM e ceramica stratificata?
Il meglio dei due mondi: La precisione e la resistenza strutturale dei prodotti realizzati con supporti automatizzati (CAD/CAM) si uniscono al talento artistico e alla personalizzazione dell’artigiano (odontotecnico). Con capacità manuali proprie di odontotecnici con oltre 40 anni di esperienza, come Marco Castagno e Maurizio Ganassin, permette di riprodurre le sfumature, la trasparenza e la profondità tipiche di denti naturali ed in salute, impossibili da replicare con un blocco monolitico pre-colorato. Questa è estetica d’eccellenza.
Per questo, nonostante anni di digitalizzazione, in Iniziativa Odontotecnica la ceramica stratificata continua a essere lavorata manualmente.
Quali strumenti e frese si usano nelle lavorazioni da laboratorio odontotecnico?
Il CAD/CAM genera una forma precisa, ma il risultato prodotto dalla macchina va comunque interpretato. Un esempio citato nell’intervista riguarda la separazione dei denti in una struttura a ponte: le separazioni vengono impostate in fase di modellazione digitale, ma prendono forma definitiva solo nella rifinitura manuale, dove il tecnico lavora il dente da più angolazioni per farlo percepire come un elemento singolo.
A seconda della lavorazione, si possono utilizzare:
- frese da laboratorio, multilama e diamantate (Disteno);
- dischi diamantati;
- gommini tradizionali e diamantati;
- strumenti leviganti;
- strumenti autolucidanti.
Questi strumenti non incidono solo sulla forma generale del manufatto, ma anche sulla tessitura superficiale, che a sua volta determina come la luce interagisce con la superficie vestibolare del dente. Estetica e lavorazione meccanica, quindi, restano strettamente collegate anche nel laboratorio digitale.
Come si lavora la zirconia in un laboratorio odontotecnico digitale?
L’ossido di zirconio (comunemente chiamato zirconia) è uno dei materiali più rappresentativi dell’odontotecnica contemporanea: permette strutture ad alta resistenza senza il tradizionale supporto metallico. Il workflow è fortemente digitalizzato — la struttura è progettata su software CAD dedicato e il file inviato alla fresatrice — ma il pezzo torna comunque al banco, dove l’odontotecnico ne adatta anatomia e superfici alle funzioni occlusive del singolo caso (lateralità, protrusiva).
Il mercato globale dei materiali dentali a base di zirconia conferma quanto questa tecnologia sia centrale nel settore: secondo Grand View Research, nel 2025 il segmento della fresatura CAD/CAM ha rappresentato l’82,4% del mercato, un dato sostenuto dai continui progressi nei sistemi di fresatura dentale che migliorano efficienza di processo, precisione e compatibilità con i materiali in zirconia, in un mercato stimato a 1,2 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita prevista fino a 2,3 miliardi entro il 2033 (CAGR 8,4%). (fonte: Grand View Research, “Zirconia Based Dental Materials Market Report, 2026–2033” — https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/zirconia-based-dental-materials-market-report).
Quali frese servono per lavorare la zirconia?
L’elevata durezza della zirconia richiede frese da laboratorio specifiche per capacità abrasiva, capaci prima di intervenire in modo efficace e deciso sul materiale e poi di accompagnare il tecnico verso una rifinitura progressivamente più delicata. Il principio è procedere per gradi: una prima fase modifica maggiormente il manufatto, le fasi successive usano strumenti via via più fini fino alla superficie desiderata. Materiale, geometria dello strumento e granulometria fanno parte dello stesso processo di lavorazione.
Per i laboratori odontotecnici che cercano il meglio per lavorare senza intoppi o perdite di tempo sulla zirconia, Fresissima® propone la gamma di strumenti rotanti e frese Disteno, tecnologia proprietaria brevettata, che unisce le performance di taglio del carburo di tungsteno monoblocco alla forza abrasiva del diamante sinterizzato.
Cosa determina davvero la qualità di una protesi odontotecnica?
Per Iniziativa Odontotecnica la qualità nasce dalla somma di più elementi: esperienza, materiali corretti, strumenti adeguati e processo di lavorazione. Ridurla al solo materiale utilizzato sarebbe limitante — anche la fresa, l’abrasivo e l’isolante partecipano al risultato finale.
Le principali differenze tra workflow tradizionale e workflow CAD/CAM
| Fase | Laboratorio tradizionale | Laboratorio CAD/CAM |
|---|---|---|
| Progettazione | Modellazione manuale in cera | Progettazione digitale su software CAD da scansione intraorale |
| Produzione | Fusione a cera persa | Fresatura o stampa 3D da file digitale |
| Materiali tipici | Leghe metalliche, ceramica stratificata | Zirconia, resine, compositi |
| Ruolo dell'odontotecnico | Costruzione fisica della forma | Interpretazione, rifinitura e personalizzazione del risultato |
| Incidenza della personalizzazione manuale | Variabile, quasi totale | Circa il 20% del processo (stima INIZIATIVA ODONTOTECNICA) |
La tabella sintetizza i contenuti dell’intervista.
Come nasce l'innovazione nelle frese odontotecniche? Il caso del disco con diamantatura a "C".
Un passaggio dell’intervista racconta come il confronto tra laboratorio e produttore possa generare innovazione concreta. Alcuni dischi diamantati usati per le separazioni avevano la diamantatura solo sui lati; la parte frontale, durante il lavoro, poteva lasciare un segno indesiderato sul manufatto.
Dal confronto continuo con i titolari e i tecnici del laboratorio Iniziativa Odontotecnica nasce l’idea di una diamantatura a C, che estende l’azione diamantata anche alla testa del disco.
Per Roberto Gallo è uno dei punti di forza del modello Fresissima: il feedback dell’odontotecnico non arriva dopo lo sviluppo del prodotto, ma ne diventa parte.
Perché il rapporto tra odontotecnico e produttore di strumenti rotanti di precisione resta importante?
Castagno e Ganassin sottolineano l’importanza della collaborazione anche con produttori di materiali, sviluppatori di software e produttori di sistemi di fresatura. Confrontare una difficoltà operativa direttamente con chi conosce tecnicamente il prodotto permette di individuare soluzioni più efficaci, un modello di innovazione basato sull’ascolto dell’utilizzatore, ricorrente in altri episodi di Fresissima Talk.
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